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Si riparte dal personale. La nuova grafica dei profili di Facebook, presentata ieri e in fase di divulgazione tra gli oltre 500 milioni di utenti registrati, punta l'attenzione sulle foto e i dati personali. Un'impostazione in perfetto stile Wikipedia, nel quale ciò che pubblichiamo, soprattutto in fatto di foto e all'interno dei gruppi, diventa preponderante. Non già a uso e consumo dei curiosi, o almeno non solo per loro, ma come «spunto di partenza per intavolare discussioni e conoscere nuove persone». Così Mark Zuckerberg, inventore e Ceo del più diffuso social network in occidente, ha spiegato ieri alla trasmissione televisiva 60 Minutes le ragioni e le idee alla base di uno dei più importanti restyling nella storia del sito.
Forse il più importante dal 2008. Un ritorno alle origini, qualcuno mormora. Ma solo in virtù della storia raccontata (in modo non fedele, stando all'opinione del giovane miliardario) nel film The Social Network che sta facendo il giro delle sale cinematografiche. In realtà, si tratta di un mettere in primo piano la sfera personale, quella che si decide di sciorinare in base alle impostazioni della privacy. Anche perché probabilmente si è capito che una community è fondata sulle persone, e proprio le persone vanno messe al centro di tutto.
Il nuovo Facebook impara e prende spunto da tutto quel che di buono si vede in circolazione. Per esempio, ricorda LinkedIn nella profondità delle informazioni presenti subito messe in primo piano in alto. Così come prende spunto dal social network per professionisti per pubblicare anche i progetti su cui si sta lavorando o la professione. Più spazio al curriculum, con tanto di attività sportive e hobby praticati. «Vogliamo coinvolgere le persone», dice Zuckerberg. Utenti che passano più tempo su Faceboook che in Google, così che le pagine del network sociale possono diventare una fonte ancora più preziosa sia per le aziende sia per chi vuole fare nuove conoscenze, o consolidare quelle esistenti. Al centro delle novità stanno le foto: quelle personali, pubblicate, condivise o in cui si è stati "taggati" costituiscono un elenco pressoché infinito. La pagina che le ospita è stata completamente ridisegnate, appare più pulita e razionale.
Altro pannello che è stato ristilizzato, e non poco, è quello degli amici. Ora, invece di uno pop-up, compare una sezione dedicata che permette di avere una visuale a griglia delle persone che fanno parte della lista di contatti. Sopra questo insieme si trova il motore di ricerca. Nuovi strumenti di comunicazione sono la Friendship Page e i gruppi personalizzati. Il primo consente di stabilire collegamenti, rigorosamente virtuali, con altri utenti e di avere un'idea degli amici in comune. Un'evoluzione di quanto già avveniva, solo che ora è tutto riorganizzato in forma differente. I gruppi sono invece la risorsa per stabilire vari insiemi divisi, raggruppando le persone con le quali si possono condividere file, foto e contenuti. Più attenzione poi al "poke", di cui pochi hanno capito la reale importanza, e interventi di perfezionamento vanno segnalati anche per le pagine dedicate a siti e risorse del Web.
Tutto bello, finché poi non si va alla prova su strada. E qui le sorprese negative non mancano. La community non è sembrata omogenea nell'apprezzare le novità di Facebook. Anzi, molte sono state le critiche. Tra chi sottolinea come i font si siano ridotti, e in effetti hanno ragione, e chi invece non apprezza nel suo complesso il layout rinnovato. A qualcuno è piaciuto, a molti altri ha fatto venire la voglia di cancellare il profilo. Insomma, "il social network", malgrado tutto, non riesce a conquistare fino in fondo. Propone il solito mix tra odio e amore: impossibile rimanere senza, però sopportando alcune cose. Ma basta avere abituarsi e, anche se la nuova impostazione non piace, è sufficiente attendere perché tutto venga digerito. Il desiderio di esserci è sempre vincente.
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