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Ma che cosa ha in testa Google?


E se Google stesse diventando verticale? Se il motore di ricerca orizzontale e generalista per antonomasia, quello a cui da dieci anni bastano una pagina bianca e una finestrella per aprirci la porta di tutto il Web, stesse trasformandosi in un insieme di servizi tematici più sofisticati, specializzati, appunto verticali? È la domanda che si sono posti in molti all'indomani dell'annuncio di Mountain View dell'acquisto di ITA Software, compagnia leader nella gestione di dati, tariffe e informazioni sui voli aerei.

Confermata dal vicepresidente Marissa Mayer attraverso un post sul blog ufficiale dell'azienda, la notizia ha provocato un immediato tam tam mediatico. Soprattutto dall'altra parte dell'Atlantico, dove ITA Software è la piattaforma di riferimento per quasi tutte le principali agenzie di viaggi online, nonché per il rivale numero uno di Google nella ricerca: Microsoft Bing.

Commenti e speculazioni si sono concentrate innanzitutto sugli effetti immediati di una simile operazione. A cominciare dal mondo delle agenzie on-line, come Expedia, Kayatz, Orbitz, che saranno probabilmente costrette a rivedere i loro rapporti con ITA, magari a realizzare delle partnership tra di loro e quasi sicuramente a bussare alla porta della Federal Trade Commission per chiedere un controllo antitrust sull'ultimo shopping di Google.

Altri riflettori sono stati puntati su Bing, per almeno due ragioni. Primo, perché il motore di ricerca di Microsoft adesso si trova di fatto nella scomoda posizione di essere un cliente del suo più acerrimo rivale. Mountain View ha fatto sapere che ITA rispetterà tutti gli accordi commerciali in atto, ma quanta voglia avrà Bing di continuare a usare (e a pagare) per il suo servizio viaggi proprio una società di Google? Quanto sarà contenta che le sue informazioni passino prima dai server del concorrente?
Inoltre, proprio Bing viene indicato come il principale responsabile del cambiamento nella strategia complessiva di Google. Sarebbero state proprio le scelte verticali del motore di Microsoft, come l'apertura di servizi dedicati all'entertainment e ai viaggi - spiegano gli analisti - ad aver spinto Mountain View a muoversi nella stessa direzione. Non più un motore di ricerca unico, che risponde a tutti i bisogni, ma un insieme di servizi tematici, che nei prossimi mesi - secondo quanto scrive il Guardian - potrebbe anche essere arricchito con ulteriori acquisizioni, magari nel campo immobiliare o della compravendita di auto.

Forse però non basta la sfida di Bing a spiegare la rivoluzione verticale di Google. Forse, per comprenderla appieno, bisogna guardare verso altri orizzonti. Perché se è vero che la crescita di Mountain View nel settore della ricerca sta rallentando, come ha segnalato un rapporto di Douglas Anmuth di Barclay Capital, e che dunque c'è bisogno di qualche novità per non perdere l'inerzia positiva degli ultimi anni, è anche vero che la più concreta minaccia per il dominio sul Web di Mountain View non arriva certo da casa Microsoft, bensì da Facebook e dai social network.

"La ricerca non è più al primo posto nelle nostre attività online", scrive Tim Hughes, blogger di The BOOT - The Business Of Online Travel. "Quello è stato occupato dai social network". Giorno dopo giorno, Facebook è diventata la nostra porta d'accesso alle news, alle foto, ai video su YouTube, ai giochi (Farmville). Attraverso le applicazioni giuste, anche la ricerca di biglietti aerei potrebbe presto passare da lì.

A un livello più alto, dunque, Google ha bisogno di frenare l'osmosi di traffico (e abitudini digitali) verso i social network. E per farlo, deve assolutamente giocare la carta verticale, andando verso "esperienze di ricerche personalizzate in diversi settori" come scrive Erik Schonfeld di Seeking Alpha. Non più risposte semplici, uniformi, uguali per (quasi) tutti, come quelle fornite dalla mitica pagina bianca con finestrella: al loro posto, risposte sofisticate, complesse, riferite allo specifico utente e gestite da algoritmi specializzati, come quello sviluppato per i biglietti aerei dagli ingegneri di ITA Software. La domanda di partenza, allora, prende una sfumatura diversa: e se Google stesse cercando di diventare un motore di ricerca verticale e personalizzato, per contrastare il crescente fascino dell'esperienza online dei social network?

Wired.it


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