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La crisi non ferma l'avanzata dei contenuti digitali
Non c'è crisi per i contenuti digitali che a fine 2009 hanno raggiunto un valore pari a 5,8 miliardi di euro segnando un incremento dell'8,8% rispetto all'anno precedente. Nel prossimo biennio, poi, il mercato dell'e-content crescerà ancora fino a raggiungere i 7,3 miliardi di euro con un avanzamento del 12 per cento. Merito soprattutto dei nuovi modelli di business a pagamento che si affermeranno nell'editoria e nel mercato video, trascinati, rispettivamente, dalla diffusione di nuove tecnologie mobili come l'i-Pad e dal completamento del passaggio alla televisione digitale terrestre.
È questa la fotografia scattata dal Rapporto e-Content 2010 che è stato curato dal centro studi di Confindustria Servizi innovativi e tecnologici. Il documento è stato illustrato oggi a Roma alla presenza del viceministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che ha fissato per il prossimo 24 giugno il tavolo con tutti gli operatori di telecomunicazione per parlare delle reti di nuova generazione. «Il tavolo - spiega Romani - è stato convocato con gli operatori alternativi e con Telecom per parlare della possibilità di realizzare una grande società di infrastrutture di rete».
Cresce poi anche la pubblicità on line che ha toccato, nel 2009, 1,1 miliardi di euro, con un incremento positivo pari al 5%, a fronte di una flessione del mercato pubblicitario nel suo complesso del 12,5 per cento. L'andamento positivo si conferma anche nel prossimo biennio con un trend in leggero aumento: +5,7% e +7% in netta controtendenza con l'andamento totale che la raccolta pubblicitaria avrà nel periodo 2008-2011.
Segno positivo registrano inoltre i contenuti a pagamento. Che rappresentano ormai l'80% del mercato con 4,65 miliardi di euro e che nel 2009 hanno messo a segno una crescita del 10,2% trascinati dai comparti video e giochi on line, nonostante il forte calo nelle sottoscrizioni dei servizi a pagamento del mobile. A spingere in avanti il settore sono soprattutto i video (+6,2%), i giochi e l'intrattenimento on line (+88,6%) e la musica (+33 per cento). Male invece le news che arretrano del 2,7%, per via del calo degli abbonamenti (on line e mobile) e della pubblicità. E anche i contenuti mobile arrancano con un -15,2%: colpa della contrazione dei ricavi legati a "loghi e suonerie" , che tradizionalmente rappresentano la parte più consistente del comparto.
Il rapporto bacchetta poi la pubblica amministrazione che investe ancora troppo poco nei contenuti digitali. Su questo fronte, infatti, si registra una contrazione dell'esborso dello Stato pari al -17,8%, per un valore di mercato di 49,3 milioni di euro: 14 milioni della scuola, 25 milioni del turismo e 10,3 milioni dei beni culturali. E le previsioni non fanno ben sperare. Secondo il documento, infatti,nel prossimo biennio gli investimenti pubblici in e-content scenderanno a 43 milioni di euro. A pagare lo scotto maggiore saranno i beni culturali e il turismo. Meglio invece dovrebbe andare il settore scolastico.
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