Comma3 è una web agency specializzata nella consulenza, nella progettazione
e realizzazione di siti internet, piattaforme e-commerce, software
gestionali web based, posizionamento sui motori di ricerca, direct
e-mail marketing e formazione. Italia / Puglia / Bari.
Per ricevere la newsletter di Comma3, inserisci la tua mail.
La partecipazione del pubblico abilitata dal web ha trasformato la filiera dell'informazione
Jennifer Preston è una giornalista del «New York Times». Per la maggior parte della sua carriera professionale è stata reporter. Ma da un anno occupa il ruolo di social media editor: segue le discussioni dei lettori attraverso blog, twitter, social network. La partecipazione del pubblico abilitata da internet ha trasformato la filiera dell'informazione. A partire dalla produzione e dalla distribuzione di notizie. Già lo scorso febbraio gli iscritti di Facebook hanno dimostrato la loro influenza sull'audience nel web: ai quotidiani e alle emittenti radiotelevisive online inviano più traffico di Google News, la prima pagina che riunisce giornali internazionali e locali. A febbraio le segnalazioni spontanee delle persone nei social network hanno superato i meccanismi automatici del motore di ricerca.
Il pubblico di internet entra nella catena di valore delle news anche in Italia. Liquida ha analizzato un campione di 13mila blog: ogni giorno sono nove i temi di discussione sull'attualità. E in media un blogger su sei ha linkato almeno una notizia in un mese. Le fonti per le conversazioni online sono quotidiani, televisioni, radio: nel periodo osservato hanno ricevuto 11mila link. Certo, i dibattiti sulle notizie coinvolgono una frazione dei blog.
Eppure sono l'espressione di un pubblico attivo interessato a condividere opinioni e idee. Twitter, per esempio, mostra riflessioni e pareri condensati in 140 caratteri: Nielsen rileva che gli utenti unici in Italia sono aumentati nell'ultimo anno del 154%, fino a 862mila persone.
Ma su internet cambiano i comportamenti dei lettori rispetto alla carta stampata. L'ultimo dibattito è stato lanciato da Nicholas Carr. Nella sua opera, «The Shallows», sostiene che l'attività online diminuisce l'attenzione per una lettura in profondità dei testi, come avviene invece con i libri. Gli occhi delle persone sono distratti da un continuo flusso di informazioni. Altri autori hanno replicato che internet ha ampliato l'orizzonte delle conoscenza accessibile. E, anzi, la gestione simultanea di più canali per la comunicazione (telefono, chat, email, social network) sarebbe un prezzo accettabile a fronte della ricchezza di dati disponibili. Ma il dibattito è più complesso. «Andrebbe letto nella cornice dei processi cognitivi», osserva Matteo Motterlini, direttore del Cresa all'università San Raffaele di Milano. Secondo le teorie più recenti e condivise, nel cervello è attivo un pilota automatico, il "sistema uno": funziona in modo inconsapevole e poco controllabile. Il "sistema due", invece, è legato a processi cognitivi deliberati e coscienti. Semplificando, è la linea di confine tra passione e riflessione. «Il multitasking tra canali differenti sembra più vicino al sistema uno, con una soglia di attenzione bassa e inconsapevole. Ma quando una persona sceglie di leggere in profondità un testo passa alla ragione, al sistema uno», sottolinea Motterlini. Nieman Foundation dell'università di Harvard ha dedicato un capitolo alle neuroscienze. Perché aiutano a comprendere come su internet cambiano lettura, memoria e narrazione. E, di conseguenza, le risposte del pubblico.
Motori di ricerca fondamentali nelle scelte d'acquisto
La principale ragione che ha consentito di spiegare facilmente il successo del search marketing è che i motori di ricerca sono visti come il punto d’incontro tra la domanda (l’utente che, attraverso le parole chiave che immette nel box di un motore,..... »» continua
Vuoi verificare il livello di visibilità del tuo sito sui motori di ricerca?