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Bp compra link sui motori di ricerca: ecco perché è un errore
British Petroleum (BP) ha acquistato link sponsorizzati sui motori di ricerca Google, Yahoo! e Bing. In questo modo, ogni volta che gli utenti della rete fanno ricerche digitando espressioni come "oil spill" o "Gulf oil spill", appaiono – ben in evidenza – link che rimandano ad una sezione dedicata del sito aziendale della società petrolifera, con il seguente messaggio: «Learn more about how Bp is helping». Secondo gli analisti, per «mantenere» attivo l'insieme di parole chiave acquistato Bp spende 10mila dollari al giorno. Perché?
La versione ufficiale comunicata della società è la seguente: «Alla Bp vogliamo rendere più accessibili le informazioni sul disastro ecologico». Quella più scettica data dalla rete, attraverso Twitter – dove è nato l'account BpGlobalPr, che ha più di 140 mila contatti – suona così: «Alla BP paghiamo Google un sacco di soldi per garantire che voi possiate avere le migliori informazioni possibili sulla marea nera: le nostre».
La British Petroleum è alle prese con un gravissimo danno di immagine. La falla senza fine nelle condutture di greggio del Golfo del Messico ha creato un danno ambientale al pianeta e guai economici, legali, di reputazione alla BP. Guai seri che gettano un'ombra anche sulle capacità della compagnia di superare l'ostacolo.
Soprattutto nella tragedia serve lucidità. Pensare di poter migliorare la propria reputazione – così gravemente compromessa – acquistando online link sponsorizzati è un errore. Sarebbe come voler fermare a mani nude il vento – o il petrolio che scorre a litri in fondo all'oceano. Sulla rete la reputazione si costruisce con il tempo. E con relazioni trasparenti. Di certo non si compra. Le aziende lo sanno: la fiducia dei consumatori non è in vendita. Va conquistata.
Se l'obiettivo dell'operazione è recuperare credibilità, quindi, spendere 10.000 dollari al giorno per comprare link sponsorizzati su Google potrebbe non essere la mossa giusta. Più semplicemente, permetterà alla pagina di Bp di posizionarsi in alto nelle liste di ricerca che i motori di Google, Yahoo! e Bing restituiranno quando le parole o frasi richieste saranno inerenti al ambientale del Golfo del Messico.
Il servizio è attivo anche in Italia.
I più diffusi sono quelli di Google (Adwords, AdSense), Yahoo (Yahoo! Search Marketing) e Microsoft (MSN ad Center). L'idea alla base è la seguente: ci si registra al servizio definendo le parole chiave relative al messaggio (prodotto, azienda, ecc.) che si vuole pubblicizzare. A questo punto, quando gli utenti eseguiranno le ricerche collegate, oltre ai link scelti dall'algoritmo del motore di ricerca apparirà anche quello di chi ha "acquistato" la parola chiave. A questo punto, se (e solo se) l'utente clicca sul link sponsorizzato, l'inserzionista pagherà al motore di ricerca la somma prevista dal tariffario. Il costo per click può variare tra 0,05 euro e decine di euro, sulla base del numero e del tipo di parole chiave acquistate.
Motori di ricerca fondamentali nelle scelte d'acquisto
La principale ragione che ha consentito di spiegare facilmente il successo del search marketing è che i motori di ricerca sono visti come il punto d’incontro tra la domanda (l’utente che, attraverso le parole chiave che immette nel box di un motore,..... »» continua
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