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Gli adolescenti italiani vivono con il mito di Facebook


Gli adolescenti italiani? Sempre alla ricerca di nuovi amici “fighi” su Facebook, di video divertenti su You Tube, e uno su tre fuma. A fotografare gli adolescenti italiani la Società italiana di Pediatria nell’indagine annuale “Abitudini e Stili di vita degli adolescenti”, che sarà presentata il 18 dicembre a Pisa. L’indagine viene svolta annualmente dal 1997 su un campione nazionale di 1300 studenti delle scuole medie inferiori di età compresa tra gli 12 e i 14 anni.

L’utilizzo tra gli adolescenti del Pc, ed in particolare di Internet, è cresciuto, dal 2000 ad oggi, in modo costante e netto. Nel 2000 solo il 37% aveva in casa un personal computer e ad aver navigato in Internet almeno una volta era poco più del 5%. Oggi il 97% ha un computer in casa (il 16% ne ha addirittura più di due), il 51% (55% delle femmine) si collega tutti i giorni ad Internet e il 16,7% lo fa per più di 3 ore al giorno. Chat e messenger sono utilizzati da oltre il 75% degli adolescenti e circa l’80% è abituale frequentatore di You Tube: il 22% ha addirittura inviato un suo filmato. Il 41% ha un suo blog, nel quale inserisce prevalentemente foto e musica.

Su Facebook, fenomeno dell’anno, ha già la propria scheda oltre il 50% degli adolescenti (53% delle femmine) e un ulteriore 17% dichiara di essere in procinto di iscriversi. La gara è avere più amici possibile è quindi ci si propone a sconosciuti, ad una condizione (come ha raccontato una tredicenne coinvolta in uno dei focus group realizzati a corollario dell’indagine) “che siano fighi”.

Il computer è, inoltre, diventato sempre più “personal”, nel senso che oltre il 54% lo ha nella propria camera e il 21,7% naviga in Internet la sera tardi prima di addormentarsi. «Un aspetto - sottolinea Giorgio Rondini dell’Università di Pavia, già Presidente della Società Italiana di Pediatria e ideatore, con Gian Paolo Salvioli e Maurizio Tucci, dell’indagine Sip sugli adolescenti - che evidenzia come i ragazzi siano sempre più autonomi, e probabilmente poco controllati, nella navigazione in Internet».

Purtroppo, aumentano anche i comportamenti a rischio nell’utilizzo di internet. Numero di telefono, foto (anche provocanti) e disponibilità ad un incontro dati a sconosciuti con sempre maggior disinvoltura. E la disponibilità aumenta in modo significativo all’aumentare del tempo che abitualmente si trascorre in Internet.

Per quanto riguarda i rischi che si corrono chattando su internet, gli sconosciuti interlocutori sono naturalmente nella grandissima maggioranza dei casi altri adolescenti, ma non per questo si devono “abbassare le difese”.

Dopo due anni di calo, essenzialmente dovuto all’erosione praticata da Internet, torna a crescere in termini di ore di visione al giorno il consumo di televisione da parte degli adolescenti. A guardarla più di 3 ore è il 23% del campione (25% dei maschi) e non a fronte di un nuovo “travaso”, perché anche il consumo quotidiano di Internet continua a crescere. A questo si aggiunge che sono proprio i grandi fruitori di televisione ad essere anche i più assidui frequentatori della rete e dagli incroci sulle risposte emerge che più del 7% degli adolescenti intervistati ha dichiarato di passare più di tre ore al giorno sia davanti alla TV che in Internet. C’è quindi una significativa percentuale di giovanissimi che passa, in media, 4-5 ore al giorno davanti ad un monitor.

Chi guarda più televisione si trascina dietro anche tutta una serie di comportamenti negativi strettamente correlati, una sorta di overdose: gli effetti negativi del consumo televisivo su abitudini e comportamenti adolescenziali li evidenziamo ormai da anni e sono particolarmente significativi non solo per quanto riguarda comportamenti direttamente correlati alla TV, ma anche per quanto concerne le abitudini alimentari, la percezione del sé, il rapporto con il bullismo, la percezione del rischio e la abitudine ad assumere comportamenti considerati rischiosi, il rapporto con la famiglia e con il sesso, l’addiction.

La Stampa


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