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Windows 7 nell'estate del 2009: è ufficiale. Anzi no
Quando arriva veramente? E sarà effettivamente migliore di Vista? Windows 7 ha suscitato da subito un enorme dibattito fra gli utenti e generato fiumi di parole fra gli addetti ai lavori. L'attesa per la nuova "rivoluzione" (che rivoluzione, l'ha detto anche Microsoft, non è) è già tanta e le migliaia di persone che ne hanno scaricato "illegalmente" la versione pre-beta attraverso i siti peer to peer lo stanno a dimostrare, più delle affermazioni di molti autorevoli analisti. Ma intorno a Windows 7 ci sono ancora parecchi aloni di mistero, a cominciare da quando il nuovo sistema operativo vedrà il mercato a bordo di pc desktop, portatili e, come pare certo, anche netbook. Dal WinHec (l'evento mondiale Microsoft dedicato alla comunità hardware) andato in scena la scorsa settimana a Los Angeles è emerso semiufficialmente che "Seven" sarà in commercio a partire da giugno 2009, e comunque in tempo a trovare posto sui computer che verranno messi in vendita per le vacanze estive. Se la data di rilascio è di fatto questa perché i vari executive di Redmond hanno fatto a gara a nascondersi quando chiamati a confermare la presenza di Windows 7 su alcuni modelli di pc del prossimo anno? Per evitare spiacevoli ritardi e un'altra brutta figura con gli utenti già "scottati" da Vista? Per tenere forse in primo piano l'attuale Windows, di cui continua a sfornare aggiornamenti e migliorie? Ufficialmente i portavoce dicono che il nuovo software arriverà sul mercato entro tre anni dalla data di rilascio dell'edizione consumer di Vista, che data gennaio 2007.
Fra l'evento di cui sopra e quello della settimana precedente - la Professional Developer Conference, dove Seven ha avuto il suo battesimo in pompa magna – le uniche certezze riguardano (ma sarebbe meglio usare il condizionale) la disponibilità della versione beta pubblica, prevista per inizio 2009. Poi ci sarà spazio per una sola "release candidate" prima dell'avvento del nuovo prodotto. I test con gli hardware e software vendor, nel frattempo, sono all'ordine del giorno perché in Microsoft vogliono assolutamente evitare (sebbene non lo dicano apertamente) di trovarsi in una situazione in cui gli utenti chiedano esplicitamente di avvalersi della possibilità di rimanere fedeli al vecchio Windows (Xp, nel caso del passaggio a Vista) al momento di acquistare un nuovo pc. Microsoft sta quindi marciando con un consistente anticipo rispetto alla classica tabella di marcia di sviluppo del sistema operativo ma rimane di fondo un problema: Windows 7 rischia di essere troppo simile a Vista, non offrendo cioè quei sostanziali passi in avanti che gli utenti si aspetterebbero. Molte delle impressioni apparse sui blog e sui forum in Rete parlano infatti di un sistema ancora lento, appesantito da un eccessivo fabbisogno di risorse hardware. Seven è ora in versione prototipale e quindi è lecito e logico pensare che la release definitiva colmi questo gap (uno dei più enfatizzati su Vista) ma come abbiamo già avuto modo di spiegare il kernel di Seven, il nucleo tecnologico del nuovo sistema operativo sarà lo stesso dell'attuale Windows. A Los Angeles sono state messe in evidenza a più riprese le grandi potenzialità di W7 dal lato consumer (condivisione e scambio di file digitali, integrazione con i servizi di messaggistica, migliorie diffuse sull'interfaccia utente) ma in ottica aziendale non è ancora ben chiaro dove sia il valore aggiunto, soprattutto sotto l'aspetto della compatibilità con periferiche, hardware e software esistenti. Il partito dei critici è quindi dell'idea che Windows 7 assomigli molto più a una versione 2.0 (o 1.1) di Vista che non a un sistema ripensato sulla base delle criticità emerse in questi 18 mesi. Il countdown per la beta pubblica è iniziato.
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