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C'è tutta una nuova Internet dietro al Big Bang del CERN
Con l'avvio del più grande esperimento di fisica della storia, gli scienziati di tutto il mondo sperano di trovare risposte a un quesito che l'umanità si pone da secoli: come ha avuto origine l'universo? L'acceleratore di particelle Large Hadron Collider (LHC), in costruzione per 20 anni e installato presso il CERN (Centro Europeo di Ricerca Nucleare) di Ginevra, ha infatti sparato questa mattina un primo flusso di protoni all'interno del tunnel sotterraneo (a 50-150 metri di profondità) circolare, lungo 27 chilometri e con un diametro di 3,8 metri al confine franco-svizzero. Il tunnel, o tubo, dell'LHC è progettato per facilitare e controllare le collisioni tra due fasci dello stesso tipo di particelle, che siano protoni o ioni, e guidati da magneti superconduttori.
A questo test preliminare di quello che è il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, seguirà l'accelerazione di due fasci di particelle l'uno contro l'altro a una velocità pari al 99,9% di quella della luce. Lo scontro dei due fasci creerà una pioggia di nuove particelle che dovrebbero negli intenti ricreare le condizioni dell'universo appena dopo la sua concezione. Ossia il famigerato 'Big Bang'. Il test odierno rappresenta un traguardo critico verso questa ulteriore prova e un grid di computer a livello mondiale aiuterà nel tempo il team di scienziati coinvolti a dare senso alle informazioni raccolte. "Questo sposterà il limite della nostra comprensione dell'universo", spiega Ruth Pordes, executive director del'Open Science Grid, creato nel 2005 per supportare il progetto LHC. "Nei prossimi due anni i nostri grid verranno utilizzati da migliaia di fisici all'LHC per fare nuove scoperte scientifiche".
L'infrastruttura informatica è di fatto critica per il lavoro che verrà eseguito nell'acceleratore. La mole di dati generata dagli esperimenti sarà di fatto enorme. Si stima infatti che prima della fine dell'anno l'LHC dovrebbe iniziare a buttar fuori una quantità enorme di dati equivalenti a 5 gigabyte al secondo, arrivando a un output annuo di 15 petabyte. Quantità che l'internet odierna non sarebbe probabilmente in grado di gestire. Per distribuire le montagne di dati prodotti dall'apparentemente infinito numero di collisioni delle particelle è stato quindi creato il Worldwide LHC Computing Grid. I dati verranno raccolti dal CERN stesso e quindi distribuiti a migliaia di scienziati di tutto il mondo. Scopriamo come....
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