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Google apre Knol, il suo Wikipedia moderato (e pagato)
Knol is open to everyone, Knol è aperta a tutti. E’ così che sul blog ufficiale di Google viene sancito il lancio ufficiale del nuovo progetto di enciclopedia collaborativa via Web promosso dall’azienda di Mountain View. Un’iniziativa il cui nome prende spunto dal termine “knowledge” (“conoscenza”), ma che praticamente chiunque ha già ribattezzato come una “moderated Wikipedia”, una Wikipedia moderata e controllata.
Fino a ieri disponibile solo in versione beta, Knol segue in effetti il principio caro a Wikipedia: chiunque può scrivere un articolo su qualsiasi argomento. “Milioni di persone sanno un sacco di cose, miliardi potrebbero beneficiare di questa conoscenza”, si legge sul blog di Google. “Knol intende incoraggiare le persone a condividere le proprie competenze su Internet, rendendole disponibili alla collettività”. Il metodo, però, presenta almeno un paio di elementi innovativi: la firma e i soldi.
A differenza di Wikipedia, su Knol è bandito l’anonimato. Chi decide di pubblicare un articolo lo deve anche firmare, assumendosi le relative responsabilità, gli oneri e gli onori. La collaborazione è davvero aperta a chiunque, ma sotto la moderazione dell’autore dell’articolo: è lui a ricevere gli eventuali consigli e suggerimenti dai lettori e a decidere se e come integrarli nel testo. E la concorrenza sarà la benvenuta: “ci aspettiamo la presenza di “knol” multipli sullo stesso soggetto, e pensiamo che sia un fatto positivo”.
Poi, c'è la faccenda dei soldi. Wikipedia è sempre rimasta saldamente ancorata al terreno del volontariato. I milioni di articoli che oggi costituiscono il suo database sono stati scritti, modificati e corretti senza alcun compenso per gli autori. Con Knol è diverso. In casa Google conoscono bene l’importanza delle inserzioni pubblicitarie e per questo permetteranno agli autori di inserire negli articoli gli annunci del sistema AdSense, condividendo con loro gli eventuali profitti.
Proprio quello pecuniario è uno dei temi su cui si discute di più su Internet a proposito del neonato Knol. A chi sostiene che lo stimolo economico potrebbe spingere gli autori a scrivere articoli migliori, c’è chi risponde che l’effetto sulla qualità complessiva del servizio potrebbe essere invece l’opposto, con gli utenti/autori concentratissimi su soggetti popolari e remunerativi (dalla biografia di Barack Obama a quella di Britney Spears) e restii a sprecare tempo sulle nicchie.
Altri dubbi riguardano il rapporto con gli altri servizi online della casa madre Google, in particolare quelli di ricerca. Oggi Wikipedia è onnipresente: cercando un qualsiasi termine sul motore di Google, tra le prime risposte compare quasi sempre la voce relativa dell’enciclopedia. Sarà così anche in futuro o Google inizierà a favorire Knol, inserendo i suoi link prima di quelli di Wikipedia? Naturalmente a Mountain View giurano che le ricerche si baseranno sempre su criteri obiettivi, ma questo non basta a frenare il dibattito.
Negli ultimi anni, il mondo delle enciclopedie online è stato dominato dall’acceso duello (filosofico, ma anche verbale) tra il modello dell’Encyclopedia Britannica, depositaria di antiche tradizioni, e quello di Wikipedia, sfacciato simbolo del nuovo che avanza. Oggi assistiamo a un reciproco avvicinamento, con Wikipedia che ipotizza un controllo editoriale per migliorare la qualità dei suoi contenuti e la Britannica che studia un modo di far partecipare direttamente i lettori allo sviluppo dei suoi articoli.
Knol si pone come terzo incomodo. Per ora è distante anni luce sia dalla quantità sconfinata di Wikipedia che dalla qualità autorevole della Britannica, ma il fatto di poter contare sul sostegno di un colosso come Google è una dote che potrebbe aiutarlo a ridurre rapidamente questo gap. Anche se l'ultima parola spetterà solo al pubblico. Sarà la comunità Web a decidere se innamorarsi o no del nuovo servizio, se riempirlo o no di articoli, e quindi - a lungo termine - se decretarne il successo o il fallimento.
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