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Google: «Lavoriamo per far entrare gli sviluppatori italiani in Android»
La risposta di Google è arrivata. Da giorni si attendeva una posizione ufficiale del colosso di Mountain View riguardo all'esclusione dell'Italia dall'"Android Challenge", concorso che mette sul tavolo 10milioni di dollari per le migliori applicazioni sviluppate su Android, sistema operativo mobile basato su piattaforma open source. Nel regolamento del concorso si legge infatti che «il concorso è escluso ai residenti in Italia e Quebec» a causa di non meglio definite "restizioni locali".
La risposta è arrivata sul blog ufficiale: Google si sta impegnando per far partecipare gli italiani alla seconda fase del concorso, anche se alcuni aspetti legali, che tengono in ansia da settimane gli sviluppatori italiani, non sono ancora chiari. L'azienda spiega: «in fase di preparazione dell'iniziativa il nostro team legale ha richiesto, confrontato e verificato molti pareri inerenti l'apertura del contest agli sviluppatori residenti in Italia, fatto del quale saremmo non solo contenti, ma anche orgogliosi».
Il problema è che nel nostro Paese «le regole sulle manifestazioni a premio prevedono una serie di obblighi burocratici di notevole impatto per le aziende ed in particolare per le imprese che non hanno sede in Italia. Inoltre il regime delle esclusioni si presta ad interpretazioni non univoche». Le parole di Google riprendono quanto è stato detto sui blog dal giorno della notizia dell'esclusione italiana, ma non aggiungono molto riguardo alle "interpretazioni non univoche".
Il primo a sollevare il problema nella blogosfera su questo aspetto normativo è stato Guido Scorza, giurista dell'Università di Bologna, esperto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, che qualche giorno fa ha parlato di una "distratta" lettura, da parte di Google, "della vigente disciplina in materia di manifestazioni a premio". Secondo il docente, infatti, l'articolo 6 del dpr 26-10-2001 numero 430, prevede alcune "esclusioni" dalla legislazione generale sui concorsi, che valgono quando "il conferimento del premio all'autore dell'opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d'opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d'incoraggiamento nell'interesse della collettività". "Android Challenge" rientra in questa esclusione? La domanda rimane senza risposta. Google, che in questi giorni ha visto incedere un vivace dibattito sul web e sui commenti del proprio blog ufficiale, non ha saputo fornire una risposta esaustiva. Garantisce di essere "in contatto" con tutte le istituzioni interessate nell'intenzione di "essere totalmente in linea con i requisiti previsti dalla legge italiana" e soprattutto di voler presto "permettere agli sviluppatori residenti in Italia di partecipare alla seconda fase".
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