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Pmi: un presente .eu per cancellare la paura di esistere anche su Internet - Ecco le regole auree del web marketing
Dopo anni di sfiducia, Internet sta finalmente conquistando i cuori e i budget delle piccole e medie imprese (pmi) italiane. Secondo una ricerca condotta da Sanpaolo Imprese, il 60 per cento delle nostre imprese ha un proprio sito Internet e di queste il 72 per cento utilizza una connessione a banda larga. Fare «brand awareness» è il principale obiettivo che le aziende si prefissano quando decidono di investire online: l’89 per cento del campione intervistato dichiara di utilizzare il Web per far conoscere il proprio marchio e migliorarne l’immagine all’esterno. Nonostante ciò, gli investimenti in Rete non sono ancora decollati del tutto: nel 2005, su un investimento totale 140 milioni di euro (+20% rispetto al 2004) , il 28% - ovvero 19 milioni di euro - è stato speso da dieci big spender (soprattutto multinazionali), mentre il 50 per cento delle nostre imprese non ha investito in Rete più di dieci milioni di euro.
Insomma, tra le pmi ce ne sono ancora tante che hanno paura di Internet. Se è vero che dal 7 aprile è possibile per tutti registrare i domini con il suffisso dell'Unione Europea, cioè è terminato il periodo in cui potevano registrare i domini .eu solo le aziende e coloro che detenavano i diritti su particolari nomi e marchi, e che le registrazioni, secondo i dati dei principali fornitori Italiani come Aruba.it, Register.it e Consultingweb.it, sono già numerose (entro la fine dell'anno si prevede più di un milione di domini .eu registrati), è anche vero che finora dall'Italia è arrivato solo il 6 per cento delle richieste totali, contro il 30% della Germania, il 17% dei Paesi Bassi e l'11% della Francia. Anche la Gran Bretagna che, formalmente, non fa parte dell'Unione Europea, ci ha battuto con il 9% delle richieste.
Molti, piuttosto che affrontare il Web, tendono a relegarlo a ultima alternativa invece di prenderlo per una grande opportunità. Molte pmi oggi si accorgono che online ci sono i loro concorrenti e si trovano i prodotti di altre aziende, il loro sito se c’è non si trova, e nei motori di ricerca non sono presenti. Eppure, tra le piccole e medie imprese, chi ha colto la rivoluzione di Internet oggi è più tranquillo.
E' necessario ripensare il marketing. Su www.sitonline.it si può crearsi un sito Web pagando anche solo 9 euro al mese più Iva. Su Internet ci sono miriadi di imprese specializzate nella creazione di siti aziendali: dalle grandi multinazionali (Ibm e Microsoft in testa) alle piccole ma competenti software house, magari più inclini a personalizzarvi l’offerta utilizzando strumenti non proprietari meno costosi, ma non per questo meno sicuri. Peraltro, le associazioni di categoria sul vostro territorio vi aiutano a trovare i fornitori Internet più vicini e vantaggiosi.
Ecco però alcuni parametri - elencati dall'esperto Maurizio Caimi nel suo sito Pilloledimarketingweb.it - per non affidarvi alla cieca al primo offerente e confrontare i servizi prima di impegnarvi nella scelta.
1) Un sito Internet aziendale è il naturale prolungamento dell'azienda verso il mercato: il vostro utente Internet deve avere lo stesso trattamento di un cliente che si presenta di persona. Un errore comune è quello di presentare l'azienda nel web con un semplice depliant. Al cliente si deve cercare di dare tutte le risposte alle sue domande, fargli visitare l'azienda, fargli vedere i prodotti o i servizi offerti, assisterlo nella scelta. Preparate una pagina di destinazione accurata e precisa nei contenuti, con tutte le informazioni e le emozioni necessarie per indurlo ad acquistare.
2) Il sito Internet aziendale va strutturato con il marchio e una grafica all’altezza, ma ancora più importanti sono l’usabilità, contenuti adeguati e gli aggiornamenti costanti. I siti complessi o con animazioni che scimmiottano gli spot in tv col tempo perdono interesse. Tutto, dalla grafica alla struttura ai contenuti, deve avere come obiettivo la credibilità.
3) Poi si può avere il sito web più credibile al mondo, il prodotto o il servizio migliore, ma se nessuno o pochi ne vengono a conoscenza è come non esistere. Quindi il passo più importante è essere presenti nei principali motori di ricerca e nelle cosiddette «directory». La maggior parte degli utenti della rete utilizza questi strumenti per trovare i prodotti o servizi.
4) La presenza non basta: bisogna raggiungere una buona posizione. E’ statisticamente dimostrato che pochissimi utenti non sfogliano oltre la terza pagina nei risultati di ricerca. Questo non deve indurre a investimenti pazzi o a strategie strane per essere tra i primi. I motori vi premieranno se il sito è ben strutturato e aggiornato in maniera periodica.
5) Può essere utile essere presenti con il proprio link su alcuni portali. Ma attenzione: un errore comune è quello di sparpagliare il link su più portali possibili: questo al contrario penalizza nella posizione del proprio sito Web.
6) Il portale prescelto che vi ospita deve essere indicizzato, ben posizionato sui motori di ricerca e deve avere un link testuale: cioè non deve utilizzare banner grafici. Evitate inoltre di andare su quei portali con non danno un link verso il vostro sito Web: potrebbero apparire prima sui motori, penalizzando tutti i vostri sforzi.
7) Infine, bisogna ottimizzare le campagne pubblicitarie «pay per clic»: un ottimo strumento messo a disposizione dei principali motori di ricerca per incrementare la visibilità e la vendita di prodotti o servizi della vostra azienda, ma se usato in modo scorretto spenderete molto con scarsi risultati. Usatelo solo per campagne mirate come un prodotto specifico, un last-minute o una promozione.
Motori di ricerca fondamentali nelle scelte d'acquisto
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