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Nei primi tre mesi del 2007 il numero dei nuovi malware ha subito un’impennata. La scena prediletta del crimine per la maggior parte degli autori di programmi dannosi è Internet. Ciò è quanto emerge da una ricerca sulle attività globali dei criminali informatici condotta da Sophos, società leader a livello mondiale nella sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell’accesso alla rete (NAC).
Nel primo trimestre 2007, Sophos ha identificato 23.864 nuove minacce, una cifra quasi triplicata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, allorché furono registrate 9.450 nuove minacce. Allo stesso tempo, la percentuale di mail infette è scesa dal 1,3% del primo trimestre 2006, vale a dire una mail infetta su 77, ad appena lo 0,4% del primo trimestre 2007, ossia una mail infetta su 256.
L’insidia maggiore è targata internet -
Da gennaio a fine di marzo 2007, Sophos ha identificato una media giornaliera di 5.000 nuove pagine web infette: una chiara indicazione che questo metodo di diffusione del malware sta spopolando tra i criminali della Rete. Poiché gli utenti sono sempre meglio informati su come proteggersi dai virus e dal malware contenuti nella posta elettronica, gli hacker sono alla continua ricerca di nuove strategie per infettare computer e sistemi informatici. Attualmente il punto più facile di accesso alle reti è Internet.
La top ten dei malware ospitati sui siti web per il primo trimestre 2007 è la seguente:
1. Troj/Fujif 50,8%
2. Troj/Ifradv 12,1%
3. Troj/Decdec 10,4%
4. Mal/Packer 6,3%
5. JS/EncIFra 5,5%
6. Mal/FunDF 2,3%
7. Mal/Psyme 2,2%
8. Troj/Zlob 2,0%
9. Mal/Behav 1,2%
10. Mal/DelpBanc 0,4%
Altri 6,8%
Non tutti i siti web infetti sono opera degli hacker. Sophos ha constatato infatti che nel 70% dei casi si tratta di siti affidabili, esposti agli attacchi dei cybercriminali sia a causa di vulnerabilità non corrette sia perché programmati male, oppure per colpa di una scarsa manutenzione da parte dei titolari.
Un ulteriore 12,8% dei siti ospitava script malevoli, mentre il 10,7% era infettato da malware creato specificamente per colpire i sistemi operativi Windows.
Sul 4,8% dei siti erano presenti programmi adware, mentre l’1,1% conteneva dialer che si connettono a hotline erotiche.
Il più clamoroso caso di infezione del trimestre si è verificato a febbraio. Gli hacker hanno piazzato uno script malevolo, identificato come Mal/Packer, sul sito ufficiale della squadra di football americano dei Miami Dolphins, che avrebbe ospitato il Super Bowl nel fine settimana successivo. In quel periodo, quindi, il sito era estremamente visitato. Gli attacchi di questo genere dimostrano che i siti web, indipendentemente dai contenuti, possono cadere vittima degli hacker, se non sono adeguatamente protetti, e infettare i computer di ignari visitatori. Sophos consiglia alle aziende di implementare soluzioni per la sicurezza della Rete che non si limitino a filtrare i siti web a seconda della categoria, ma che ne esaminino anche il codice prima di consentirvi l’accesso.
In un altro caso che risale al mese di marzo di quest’anno, i criminali informatici, servendosi di campagne di spam, hanno tentato di attirare gli utenti su determinati siti allo scopo di vendergli i propri prodotti. Siti web legittimi con un codice PHP vulnerabile venivano controllati dagli hacker per reindirizzare i visitatori su un negozio online che vendeva farmaci. Utilizzando link a siti web innocui, gli hacker riuscivano ad eludere i filtri antispam meno sofisticati. Non appena le vittime cliccavano sui link, approdavano dapprima su un sito web autentico per poi essere reindirizzate automaticamente sul sito degli hacker.
La top ten dei Paesi che nel primo trimestre 2007 hanno ospitato il maggior numero di siti web infetti è la seguente:
1. Cina 41,1%
2. Stati Uniti 29,2%
3. Russia 4,6%
=3. Germania 4,6%
5. Ucraina 3,9%
6. Gran Bretagna 3,0%
7. Francia 2,2%
8. Paesi Bassi 1,9%
9. Corea del Sud 1,3%
10. Taiwan 1,0%
Altri 8,1%
Nel primo trimestre 2007 la Gran Bretagna, che ospita attualmente il 3% dei siti web infetti, ha debuttato in classifica piazzandosi al sesto posto. Inoltre, si è registrato un forte aumento del numero dei siti cinesi controllati dagli hacker. Oltre un terzo di tutti i malware presenti sul web è di provenienza cinese, ragion per cui la Cina ha scalzato gli Stati Uniti dalla vetta della classifica.
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