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Search 2.0, il futuro dei motori di ricerca


Negli ultimi anni sono cresciuti l’importanza e il ritorno economico di alcuni motori di ricerca tra cui Google, Yahoo!, Ask.com ed altri. I metodi per effettuare ricerche su internet oggi sono molto lontani da quelli di dieci anni fa, così come sono differenti i risultati che si ottengono. Si potrebbe pensare che la tecnologia sia ormai al suo livello più alto ma, in realtà, sta ancora vivendo la propria infanzia dopo il boom scaturito dal fenomeno Google. Per dirla tutta, le nuove tecnologie e i capitali che stanno entrando in gioco in questi mesi lasciano intendere che tutto è ancora da decidere.

Riprendendo le argomentazioni sviluppate in un articolo pubblicato qualche giorno fa su Programmazione.it, continuiamo a parlare di motori di ricerca rifacendoci al post di Emre Sokullu per Read/WriteWeb, nel quale vengono esaminate e confrontate le ultime tecnologie implementative scelte da diversi motori di ricerca e gruppi commerciali per far fronte alle esigenza delle nuove generazioni di utenti.

Dal punto di vista dei miglioramenti tecnologici vengono segnalati i progressi di hakia il cui motto è Search for Meaning, cioè cercare per significato: come già anticipato, infatti non si effettuano più ricerche per chiavi, ma attraverso domande vere e proprie passate poi dal motore di ricerca attraverso un’analisi semantica approfondita usando la tecnologia QDEX (Query Detection and Extraction). Questa analizza una pagina Web molto più approfonditamente, dissezionandola in componenti base che memorizza poi in tutte le possibili query che un utente può effettuare. Le informazioni così immagazzinate sono molto più dense perché sopperiscono anche all’analisi semantica delle frasi, e vengono registrate in forma distribuita su più server veloci, utilizzando una tecnologia a mosaico per ricostruire i dati richiesti.

Un’altra idea interessante è quella del progetto di ricerca di Yahoo!, chiamato Mindset, che integra nella ricerca dei risultati, anche il motivo per cui si sta effettuando la ricerca, ovvero distinguendo fra scopi commerciali o di altra natura. In sostanza, nel primo caso verranno estratte informazioni che hanno più attinenza al vendere o comprare, mentre nel secondo caso, il primo insieme verrà ritenuto meno probabile. Per le pagine miste poi, vengono attribuiti pesi diversi con uno score che va da -2, per le più commerciali, a +2, per quelle più informative. Il valore 0 viene assegnano a quelle equiprobabili. I valori sono attribuiti utilizzando la tecnologia delle learning machine sviluppata dai laboratori di ricerca di Yahoo!.

Tra le altre novità dell’articolo, quella che più salta all’occhio è il Natural Language Processing (NPL) di Powerset, che punta alla specializzazione nelle stopwords, cioè congiunzioni, preposizioni, avverbi ecc. nelle frasi (come by, after, the, e così via), di cui si è già parlato. Interessanti anche i progetti di ricerca della comunità Collarity, che basa i propri risultati sulle ricerche precedenti, Swicki, che permette agli utenti di creare ricerche mirate e di imparare dalla comunità, e Rollyo, che dà la possibilità di pubblicare e condividere i propri motori di ricerca.

Infine, nel documento sono presentati anche alcuni esempi di miglioramenti nell’approccio di Vertical Search, una tipologia di ricerca che si occupa di campi specifici per avere migliori risultati finali. In sostanza, quando viene effettuata una ricerca - invece di confrontare le chiavi su tutto lo spettro disponibile - ci si concentra su alcune macrocategorie individuate in precedenza. Naturalmente non è ancora possibile avere dei motori di ricerca per tutte le categorie (vertical), ma sono disponibili dei search engine su alcune specifiche e più richieste (major vertical).

Per concludere, le innovazioni in questo settore non sono poche e, al contrario, sono destinate ad aumentare con il tempo; il fatto che colossi come Google e Yahoo! abbiano messo a disposizione le proprie API e supporato progetti open source come Nutch e ODP lasciano intendere che non si tratta più di battaglie tra grosse compagnie, ma di singole idee che possono essere sviluppate anche da piccole e medie imprese.

Fonte: Programmazione.it



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