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Quando i click sono frodi
15/02/2007
Anche chi utilizza la funzione “back” di un browser involontariamente compie una piccola frode. Dopo aver visitato alcune pagine di un sito, raggiunto successivamente a un click su un link pubblicitario, spesso si va a ritroso fino a tornare al punto di partenza. A questi click corrisponde una fee che il proprietario del sito deve riconoscere a chi gli ha pubblicato il link pubblicitario anche in questo caso in cui non si tratta di nuovi click, semplicemente di visite ripetute involontariamente. L'esempio è uno dei tanti che si possono fare quando si parla di click fraud, ovvero dei tentativi di aumentare scorrettamente il numero delle pagine viste del sito di una azienda. Con l'incremento del fatturato pubblicitario su Internet, non si può più fare finta di niente, anche perché dietro il click fraud ci sono spesso vere e proprie organizzazioni ingaggiate appositamente per danneggiare una certa azienda costringendola a pagare una campagna pubblicitaria più del dovuto.
Il click fraud è il fenomeno che ha preoccupato maggiormente gli sviluppatori di Google negli ultimi mesi, soprattutto dopo una diatriba che aveva portato il motore di ricerca a tentare una sanatoria mettendo sul tavolo 90 milioni di dollari in bonus pubblicitari per i propri inserzionisti. Il motore di ricerca basa tutti i suoi introiti sui link pubblicitari inseriti nelle pagine di ricerca e si fa pagare dagli inserzionisti in base al numero totale dei click effettuati su questi link, il problema è presto detto: come scoprire precisamente quanti di questi click sono volontari? Shuman Ghosemajumder è il Business product manager trust & safety di Google e, in questi giorni, è in giro per l'Europa a spiegare cosa si sta facendo per arginare il fenomeno.
Dott. Ghosemajumder, il fenomeno del click fraud è preoccupante? Per quanto ci riguarda, da quando abbiamo implementato un nuovo sistema di verifica dei click, posso affermare che una percentuale di molto inferiore al 10% del totale è composta da click non validi. È importante specificare, infatti, che noi non possiamo sapere se, dietro a un numero anomalo di click, ci sia effettivamente una frode, per questo preferiamo parlare di click non validi.
In cosa consiste il nuovo sistema di verifica? Premetto che non ci è possibile svelare cosa ci sia dietro i nostri sistemi di controllo. Posso schematizzare, comunque, tre livelli di intervento. La prima è una fase di filtraggio automatico in tempo reale, che riesce già a scremare la maggior parte dei click non validi, la seconda è un'analisi offline in cui c'è l'intervento umano. Se le prime due sono considerate proattive, la terza, invece, è una investigazione vera e propria eseguita dai nostri tecnici in cui, eventualmente, si coinvolge anche l'inserzionista. In ogni caso il nostro obbiettivo è di fornire ai nostri inserzionisti un sistema che non si basi solo sul puro calcolo dei click ma che, a lungo termine, renda conto della qualità dei click e del ritorno dell'investimento pubblicitario. E questo, in altri settori editoriali sarà difficilmente raggiungibile.
Gli algoritmi che permettono di smascherare queste frodi sono affidabili? Dobbiamo tener conto del fatto che il fenomeno è salito alla ribalta da poco tempo e che tutti gli attori, i motori di ricerca, gli inserzionisti e le agenzie che raccolgono la pubblicità, sono in fase di sperimentazione. In ogni caso, noi siamo in grado di capire se un utente ha effettuato un doppio click involontario o se, da una certa regione del mondo in un certo momento, proviene un numero anomalo di click. Ci basiamo su calcoli statistici che, definito un certo evento, segnalino un'eventuale anomalia in base a numerosi parametri.
Facciamo un esempio pratico, come si risolve il problema del back sul browser? Noi abbiamo inserito un sistema di autotagging che definisce univocamente la pagina visitata, se l'utente ci ritorna il sistema non lo considera come click valido.
Non crede che Google dovrebbe collaborare di più con aziende e istituzioni piuttosto che sviluppare internamente e tenere segreti i risultati delle ricerche? Non possiamo permettere che i nostri sistemi vengano bypassati da chi esegue il click fraud volontariamente e a scopo di lucro e, comunque, collaboriamo attivamente con alcune Università americane per sviluppare tool sempre più sofisticati. Siamo, inoltre, membri dell'Interactive Advertising Bureau e spingiamo per una regolamentazione del sistema che definisca degli standard precisi.
CTA - Centro Tendaggi Arredamento
Centro Tendaggi Arredamento
Comma3 ha realizzato per CTA (Centro Tendaggi Arredamento) il nuovo sito di supporto per navigare nel mondo dei tendaggi e dell'arredamento. Un sito nuovo, tutto da scoprire che nasce dall'idea di diffondere in rete il marchio e le collezioni con una piattaforma web progettata su misura, che richiama il gusto, l'eleganza e il design dello show-room.
Il sito è stato realizzato per offrire grande spazio alle collezioni, attraverso immagini dinamiche e ricche di particolari. Il catalogo prodotti è strutturato per enfatizzare i materiali, i tessuti e le varianti cromatiche delle collezioni. Gli utenti potranno essere continuamente in contatto con l'Azienda grazie alle sezioni riservate, relative all'area clienti da cui sarà possibile scaricare documenti, cataloghi, listini, etc.. e alla sezione outlet che permetterà di ricevere maggiorni informazioni sulle promozioni in corso. Attraverso l'area news ed eventi sarà possibile visionare gli ultimi comunicati e le creazioni più estrose ed eccentriche presentate nelle più importanti fiere del settore.
Il sito dunque è il frutto di un'intensa collaborazione con l'Azienda che ha scelto la professionalità e la competenza di Comma3 per affacciarsi al mondo del web e delle soluzioni hi-tech.