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Motori di ricerca fondamentali nelle scelte d'acquisto

29/10/2009

La principale ragione che ha consentito di spiegare facilmente il successo del search marketing è che i motori di ricerca sono visti come il punto d’incontro tra la domanda (l’utente che, attraverso le parole chiave che immette nel box di un motore, esprime un interesse, un desiderio, una esigenza o una necessità) e l’offerta (le persone o le aziende che hanno le informazioni, i servizi o i prodotti in grado di soddisfare l’interesse, l’esigenza o la necessità dell’utente che sta cercando).

Ma questo non vuol dire che, in tutti questi anni, i motori di ricerca e, più in generale, il search marketing non si siano evoluti. Anzi. Il settore sta vivendo attualmente una grande rivoluzione. A dettarla sono gli utenti, i consumatori che, grazie alle opportunità offerte in questi anni dal cosiddetto “Web 2.0” e dai social network, hanno oggi la possibilità di far sentire online la propria voce, di raggruppare attorno ai propri interessi o alle proprie prese di posizione anche migliaia di altri utenti.

Diventando, di fatto, molto potenti nei confronti delle aziende stesse.

La voce dei consumatori è diventata estremamente influente nel Web perché a fare da cassa di risonanza sono proprio loro, i motori di ricerca. Se oggi un consumatore, insoddisfatto nei confronti di un’azienda per il servizio ricevuto o per il prodotto acquistato, scrivesse un post “velenoso” sul proprio blog, oppure raccontasse la sua esperienza negativa in un forum, ecco che sarebbero elevate le possibilità che questi contenuti compaiano su Google quando un altro consumatore sta cercando informazioni sull’azienda in questione.

E quei contenuti negativi potrebbero anche far cambiare idea a chi sembrava ormai deciso verso quel brand. A confermarlo ci sono anche importanti evidenze emerse nell’edizione di quest’anno della survey realizzata con OTO Research.

A questo dobbiamo aggiungere anche l’impatto di Facebook, che ormai può rientrare nel novero dei search engines visto il consistente numero di ricerche che vengono fatte in questo network sociale, e che va tenuto quindi in considerazione anche nelle strategie di search marketing.

Il dualismo del 2010 sarà quindi Google vs. Facebook, con buona pace di Microsoft e Yahoo, nonostante il loro accordo strategico di collaborazione.

Clay Shirky, docente di New Media alla New York University e autore di numerosi articoli e libri sugli effetti delle nuove tecnologie e del Web sul tessuto sociale ed economico, ad una conferenza ha detto che “la differenza tra Google e Facebook è che il secondo, oltre ad essere una fonte di informazioni come il primo, consente anche di aggregarsi e coordinarsi attorno a queste. Pensiamo, ad esempio, ai tanti casi di gruppi creatisi su Facebook attorno a situazioni di malcontento; utenti che, unendosi e coordinandosi online, riescono a far sentire con maggiore incisività la propria voce. D’altronde i blog, Twitter, Facebook e altri hanno consentito e agevolato alle persone il fare ciò che avrebbero sempre voluto: far sentire la propria voce ad una platea più vasta possibile e, soprattutto, farlo in modo facile, veloce e influente”.

Le aziende che investono in search marketing, abituate a pensare ad un rapporto unidirezionale (esemplificando al massimo: io azienda faccio arrivare al consumatore, attraverso le pagine di risultati di ricerca, l’informazione più influente per convertirlo in cliente), devono quindi oggi concentrarsi non solo sul far arrivare al possibile cliente le informazioni più adatte in funzione della fase del processo di decisione e di acquisto in cui quest’ultimo si trova; ma anche sul monitorare costantemente cosa dicono gli altri, nel Web, della loro marca e dei loro prodotti, e ponderare in tempi rapidissimi quale influenza sul business potrebbero avere eventuali voci negative. Lavorando, al contempo, perconcretizzare il sogno di molti direttori marketing: far diventare i clienti i migliori testimonial di prodotto e di marca, augurandosi che si siano trovati talmente bene da scriverne sul loro blog, nei forum, su Facebook, su Twitter…

Per il resto i motori di ricerca si confermano anche quest’anno –dato scontato, me ne rendo conto, ma sarà così ancora per molti anni- come il punto di partenza e il riferimento costante della navigazione in Rete degli italiani e come lo strumento principe anche delle decisioni d’acquisto. Non manca qualche sorpresa, ma per questo vi lascio all’analisi dei dati emersi da questa sesta edizione della survey di SEMS sul rapporto che
gli italiani hanno con i motori di ricerca. Una ricerca che, in questi anni, ha ricevuto tantissimi apprezzamenti sia in Italia che all’estero ma che, soprattutto, ha aiutato molte aziende, molti addetti ai lavori e, non ultimo, molti studenti, a capirne di più sul potere influenzante che hanno oggi i motori di ricerca attraverso le informazioni che pubblicano.

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